A Napoli 541 scuole aperte anche d’estate: sarà città principale del progetto del Miur

A cura della nagora

Un investimento da dieci milioni, di cui quattro a Napoli, per le scuole aperte d’estate e anche la domenica e i festivi. E’ il progetto del ministro Stefania Giannini e del Miur per le scuole medie e superiori. A Napoli gli istituti sono 541, di cui 275 in zone considerate a rischio.

“E’ un’occasione che non possiamo perdere. Ben venga l’apertura estiva delle scuole ma non è la soluzione al problema. Per contrastare la dispersione scolastica si devono programmare interventi regolari di sostegno ai ragazzi e alle famiglie, non limitarli all’estate quando una sparatoria accende i riflettori. Qui c’è molto altro da fare”. Rione Sanità, istituto “Russo-Montale”, parla la dirigente Daniela Salzano. La sua scuola abbraccia tutto la zona da salita Stella a Materdei, con quattro plessi che raccolgono 950 alunni dai 3 ai 13 anni. “Ragazzi che è già difficile tenere in aula durante l’anno, per i quali sperimentiamo approcci non tradizionali – racconta – spesso provengono da famiglie disgregate o vivono il disagio di un genitore detenuto, e scaricano a scuola la rabbia verso qualsiasi adulto che associano a una istituzione. Tra i nostri allievi ci sono mamme-bambine ancora senza licenza media. Occorrono servizi sociali più efficienti e supporto ai genitori: questi ragazzi la sera tornano a casa in contesti difficili”.  Uno dei plessi dell’istituto comprensivo, il Lombardi, dista 50 metri dal circolo privato in cui ad aprile sono stati uccisi il boss Giuseppe Vastarella e suo cognato. “Lo stanziamento di fondi è sempre una buona notizia – prosegue la dirigente della Sanità – Servono attività attraenti, altre figure professionali e collaboratori scolastici. Nei giorni più caldi, ad esempio, si potrebbero portare i ragazzi vicino al mare come già facciamo con i più piccoli. Le idee ci sono”.

I presidi delle zone a rischio dovranno decidere se partecipare al bando con i docenti. “Nei quartieri in cui le famiglie non hanno una casa al mare, l’apertura delle scuole diventa un’opportunità” dice Fabrizia Landolfi, preside dell’istituto comprensivo “Borsellino” che raccoglie 750 ragazzi nel rione Case nuove. “Viviamo realtà difficili e dopo la pausa estiva bisogna cominciare tutto daccapo. I ragazzi chiedono attività ludiche e ricreative, sarebbe bello avere a disposizione una piscina. Cosa abbiamo? Molto poco». Anche Anna Arengo, dirigente dell’istituto superiore “Livatino” di San Giovanni a Teduccio rivendica un’offerta dignitosa per i suoi 700 alunni: “L’idea è vincente ma non ci possiamo permettere di sprecare fondi pubblici. I soldi stanziati sono destinati alle attività o al personale? L’apertura avrà successo solo se riusciamo ad adeguare spazi esterni e palestre”. Ponticelli, l’istituto “Aldo Moro” ospita 750 ragazzi. “Gli alunni e i genitori sono sempre stati felici di essere coinvolti – spiega la dirigente Anna Maria Fiero – In linea teorica la scuola è disponibile all’apertura nei mesi estivi, siamo molto presenti sul territorio, ma bisogna vedere quali strumenti avremo”. “È una bella iniziativa ma non credo che la mia scuola potrà partecipare – commenta Alfredo Fiore, dirigente del “Galileo Ferraris” di Scampia – i docenti delle superiori sono impegnati negli esami di Stato e poi ci sono le ferie. Abbiamo aderito al progetto arre a rischio, le attività estive si dovrebbero programmare all’inzio dell’anno scolastico”. Ci sono poi i 597 alunni dell’istituto comprensivo “Papa Giovanni- Raffaele Viviani” di Caivano che sarà soppresso e smembrato dal primo settembre. “Bando o non bando, la mia scuola resterà aperta fino all’ultimo giorno – promette la dirigente in trincea Eugenia Carfora – Qui non serve un progetto d’emergenza ma un percorso a lungo termine. Avrei potuto salvare più ragazzi se le luci non si fossero accese a intermittenza”.

Fonte: repubblica.napoli.it

17 maggio 2016

Un commento per questo articolo “A Napoli 541 scuole aperte anche d’estate: sarà città principale del progetto del Miur”

  1. Rossella scrive:

    E’ indubbiamente apprezzabile l’idea di fondo, che consentirebbe di affrontare, tra l’altro, il grave problema della dispersione scolastica, ma i fondi stanziati non appaiono sufficienti. Di qui, il rischio che il progetto fallisca od almeno non sortisca gli effetti sperati.

 

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