Carlo De Luca, Presidente InArch Campania

A cura della Redazione Nagorà

Tra urbanistica e architettura, il tema della rigenerazione urbana rappresenta oggi il punto di arrivo di una riflessione che, nel nostro paese, comincia alla fine degli anni ottanta del secolo scorso quando, essendo sostanzialmente conclusa la fase di crescita ed espansione urbana, si inizia a parlare di urbanistica della trasformazione e di piani della terza generazione. E mentre il fenomeno della dismissione produttiva rendeva già allora disponibili alcune importanti aree urbane in zone periferiche o semicentrali,  analogamente in architettura iniziava a farsi strada il tema della modificazione,  di costruire nel costruito, di un’idea di sviluppo che, come diceva Vittorio Gregotti, non si basava più sulla fondazione del nuovo, ma su una logica di trasformazione dei fenomeni urbani e territoriali.

Nella condizione attuale,  e andando oltre quel concetto di trasformazione,  la rigenerazione urbana non è più solo il recupero fisico e la trasformazione di spazi ed edifici abbandonati o di quartieri degradati, ma è soprattutto una strategia complessiva di riqualificazione, che è riqualificazione sociale, economica e ambientale e che vede il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle azioni di rigenerazione. Edifici e complessi abbandonati e riutilizzati, quartieri periferici e parti urbane rivitalizzate, utilizzando nuove impostazioni urbanistiche, ma anche procedure partecipative di ascolto e coinvolgimento dei cittadini. È il nuovo orizzonte strategico per le prossime politiche urbane del nostro paese, una prospettiva confortata anche da quanto accade già da anni in molte realtà urbane, come ad esempio a Londra dove, accanto alla Tate Modern, museo di arte contemporanea ricavato all’inizio degli anni Duemila negli spazi della vecchia Bankside Power Station, verrà inaugurata tra pochi giorni la nuova Switch House, edificio di architettura contemporanea degli architetti svizzeri Herzog&De Meuron, immaginato come ampliamento degli spazi espositivi e funzionali della galleria d’arte britannica. Simbolo della rigenerazione urbana di questi  anni in Europa, la Tate Modern, con un afflusso annuale di visitatori più che raddoppiato rispetto alle aspettative iniziali, è diventata elemento trainante per la rigenerazione urbana di Bankside, la parte storica del quartiere di Southwark. Nuove funzioni, nuovi usi e significati architettonici e urbani che, attraverso il tema della rigenerazione, riavvicinano piano e progetto, inducendo anche un ripensamento degli stessi strumenti disciplinari, ma che  ripropongono ancora una volta il dialogo, necessario e ineludibile, tra città storica e città contemporanea.

Nel nostro paese, i recenti provvedimenti legislativi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio pubblico e ad una sostanziale semplificazione delle procedure, accanto al ruolo fondamentale dell’Agenzia del Demanio, innescano scenari decisivi per l’efficacia degli interventi di rigenerazione, aprendo una fase nuova nel governo delle trasformazioni urbane, con un maturo livello di consapevolezza del significato sociale dell’architettura e dell’urbanistica e di quanto sia determinante la qualità dell’ambiente costruito per una maggiore qualità della vita delle persone.

 

Carlo De Luca –  presidente InArch Campania

9 giugno 2016

 

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