Consiglio Regionale, approvata la legge. De Luca potrà mettere la fiducia sui provvedimenti «strategici»

A cura della nagora

Dopo la fumata nera in Consiglio regionale per mancanza del numero legale (in aula erano presenti in 22), l’assemblea campana ha avviato i lavori. All’ordine del giorno, oltre alla mozione per la salvaguardia dei livelli occupazionali di Alenia (che dovrà essere integrata e riscritta), la proposta di modifica di Statuto e Regolamento (presentata dal presidente della I Commissione Alfonso Piscitelli) con l’allargamento del voto di fiducia anche agli atti non contabili. Finora, in pratica, l’istituto del voto di fiducia può essere applicato dal governatore Vincenzo De Luca solo per il bilancio e gli atti collegati.

Obiettivo della modifica è utilizzare il voto di fiducia anche per le questioni definite “strategiche”. Da qui le resistenze delle opposizioni, che parlano di “legge bavaglio” e che hanno presentato la maggior parte dei 7mila emendamenti da discutere. La maggioranza ha però un asso nella manica: tre emendamenti-canguro che, se approvati, faranno decadere la maggior parte dei correttivi, molti dei quali ostruzionistici, presentati dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle. Dai banchi occupati dai grillini e da Forza Italia sono arrivate pesanti accuse agli indirizzi della giunta: “Questa non è più la Campania ma la Corea del Nord”.

Ermanno Russo (Forza Italia) ha chiesto un ulteriore momento di confronto per discutere nel merito. Poi è toccato al governatore VIncenzo De Luca, che non ha risparmiato critiche al Movimento 5 Stelle: “Nessuna limitazione della democrazia, non voglio togliere la parola a nessuno, l’unico a cui è stata tolta la parola sono io quando mi è stato impedito di parlare a causa della protesta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle”. Ha assunto quindi l’impegno a non chiedere mai la fiducia se prima non ci sarà stata almeno una significativa discussione in Commissione. Mano tesa, invece, al centrodestra: “Sono pronto a dialogare”. Forza Italia ha così ritirato i suoi emendamenti. Sono rimasti quelli presentati dai grillini, aggirati però dagli emendamenti-canguro presentati da Stefano Graziano (Pd). Così, in extremis e tra le proteste del Movimento 5 Stelle, il Consiglio ha approvato la legge. Fra tre mesi ci sarà la seconda lettura per l’approvazione definitiva.

 

Fonte: Il Mattino.it

8 febbraio 2016

 

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