Domenico Asprone, Università Federico II – Napoli

A cura della Redazione Nagorà

Dal CAD al BIM

La transizione verso metodologie BIM promette di rivoluzionare il settore delle costruzioni nel prossimo futuro, proponendo nuove modalità di gestione delle informazioni relative al complesso sistema dell’opera civile, a partire dalla fase di progettazione fino alle fasi di realizzazione e di gestione dell’opera stessa. Tali nuove modalità rappresentano un cambiamento profondo, ben diverso di quello a cui ci si riferisce quando si parla di modellazione 3D, o di rappresentazione parametrica degli oggetti, o ancora di integrazione dei livelli di progettazione specialistica. Tali aspetti, infatti, sebbene cruciali, non chiariscono appieno la vera rivoluzione BIM e rappresentano solo la parte più evidente e superficiale di una trasformazione ben più profonda.

La transizione verso il BIM, e quindi gli impatti che essa avrà nel mondo delle costruzioni, possono essere compresi appieno a partire da due aspetti centrali: la progettazione virtuale e la piattaforma digitale delle informazioni. Il primo aspetto riguarda il modo in cui le informazioni vengono prodotte e gestite a partire dalla fase di ideazione e di progettazione dell’opera. Il progettista, o meglio i componenti del team di progettazione, adoperano un paradigma completamente diverso da quello usuale per trasferire i risultati della propria opera di concezione ed ideazione delle soluzioni progettuali. Mentre con l’approccio tradizionale ci si avvale di rappresentazioni grafiche e documentali, ovvero tavole e relazioni, per comunicare agli altri le proprie idee e soluzioni progettuali, nell’approccio BIM i progettisti “costruiscono” in un mondo virtuale l’opera che progettano. La piattaforma digitale BIM non è una semplice rappresentazione grafica tridimensionale, per quanto sofisticata ed arricchita di informazioni, dell’opera progettata, ma rappresenta una sorta di avatar virtuale dell’opera che dovrà essere poi realizzata nel mondo reale. In altre parole, il frutto del lavoro tutto mentale di progettazione viene riversato in un mondo virtuale, molto più completo e preciso della rappresentazione grafica tradizionale, che può essere causa di errori, imprecisioni, o omissioni, sia quando è prodotta dal progettista, sia quando è letta ed interpretata da altri. Questo nuovo paradigma di comunicazione libera il progettista dell’onere di produrre la documentazione progettuale convenzionale e gli offre una visione più ampia e completa dell’opera, a tutto vantaggio della qualità della progettazione. L’avatar dell’opera, realizzata nel mondo virtuale, diventa quindi un oggetto sul quale poter “sbagliare”, sia nella fase di progettazione, che di realizzazione e di gestione, potendo sperimentare su essa tutte le soluzioni che si vogliono, sia realizzative che funzionali, e potendo quindi leggerne la risposta, prima di applicare le stesse soluzioni sulla struttura vera.

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La fruizione delle informazioni

L’altro aspetto centrale riguarda invece le modalità con cui le informazioni vengono fruite. La presenza di una piattaforma unica attraverso la quale condividere le informazioni apre incredibili opportunità alla gestione della complessità delle opere civili. I principali ostacoli all’innovazione nel settore delle costruzioni risiedono infatti nella eterogeneità e nella complessità dei sistemi che vengono adoperati nella realizzazione di un’opera, che provengono da industrie estremamente variegate, dall’industria dei materiali, all’industria meccanica a quella degli impianti tecnologici a quella ICT. Il dialogo tra mondi così diversi rappresenta una delle principali criticità da gestire nell’industria delle costruzioni. La presenza di una piattaforma interoperabile e condivisa dove è possibile far dialogare progettisti ed operatori provenienti da specializzazioni molto diverse, promette di offrire maggiore qualità alle opere civili, potendo ottimizzare le performance che i diversi sistemi che compongono l’opera sono in grado di offrire, e che potranno essere progettati e gestiti in un’unica piattaforma digitale di informazioni.

Attraverso quindi la comprensione di questi due aspetti centrali della rivoluzione BIM è possibile cogliere tutte le opportunità che il BIM offre oggi e comprendere le applicazioni che saranno disponibili nel prossimo futuro. Lo scenario oggi rimane comunque estremamente complesso ed incerto ma il solco della transizione BIM è oramai tracciato, così come le conseguenze e gli impatti sul settore delle costruzioni.

 

Domenico Asprone, Università Federico II – Napoli

14 febbraio 2017

 

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