Guido D’Angelo, Ordinario di Diritto Urbanistico – Federico II

A cura della Redazione Nagorà

Alla domanda posta da Bruno Discepolo rispondo che un piano attuativo di ristrutturazione urbanistica dell’area di Bagnoli-Coroglio può e deve essere un punto fondamentale di partenza per la rigenerazione urbana di Napoli e del territorio metropolitano.
Giustamente Discepolo auspica un lavoro di squadra. Effettivamente più decenni di ritardo impongono a tutti – dalle pubbliche istituzioni a tutte le forme associative ed ai cittadini – di collaborare per l’approvazione e l’attuazione del necessario nuovo piano urbanistico. Ciò vale, anzitutto, per l’Amministrazione comunale di Napoli, la cui opposizione contrasta gravemente con l’interesse pubblico e la cui auspicata collaborazione è ripetutamente prevista dalla legge.
La prima urgente decisione riguarda la demolizione o meno della colmata, previa valutazione concreta dei pro e dei contro e, in caso affermativo, la più rapida approvazione della necessaria modifica della legge statale vigente. Anche per l’attuazione del conseguente piano attuativo occorre una larga e duttile collaborazione, per l’approvazione non di un piano ideale, ma del miglior piano economicamente sostenibile, che vale anche come variante automatica del piano vigente. A tal fine è opportuna una grande disponibilità di ascolto da parte della struttura commissariale, a partire dalle riunioni della cabina di regia, in cui deve essere ammessa la più ampia partecipazione, a partire dagli organismi pubblici e privati operanti nel settore. Conseguentemente, in virtù di un principio fondamentale della legislazione in materia di disciplina degli interventi sul territorio, la struttura commissariale non può ignorare le osservazioni ricevute e deve esternare i motivi delle successive determinazioni di accoglimento totale o parziale o di rigetto. Naturalmente ciò può avvenire senza gravi ritardi ma con decisioni rapide e concrete, anche per il recupero e l’uso delle strutture abbandonate (centro termale, porta del parco, centro congressi, ecc.).

22 febbraio 2016

2 commenti per questo articolo “Guido D’Angelo, Ordinario di Diritto Urbanistico – Federico II”

  1. gerardo mazziotti scrive:

    è vero che la storia non si scrive con i “se” ma per la cronaca della vicenda Bagnoli facciamo una eccezione; talchè se la mattina del 26 novembre 2003 il signor Alinghi avesse assegnata la Coppa America a Napoli e non a Valencia ( mezza città cadde in depressione) gli svizzeri avrebbero realizzato in meno di tre anni il piano urbanistico dell’architetta Piscopo ( pagato 60mila euro dalla BagnoliFutura e nessun magistrato ne chiese la ragione) e oggi non staremmo ancora a parlare di rimozione della colmata, di completamento della bonifica dei suoli, del museo della CdS sulla spiaggia di Coroglio e delle altre questioni che animano il dibattito cittadino; quelli mattina fummo in molti a gioire; a distanza di tredici anni e alla luce di tutto ciò che è accaduto dopo ( ne ho scritto in “Bagnolineide, odissea di una trasformazione urbana” DenaroLibri, aprile 2009 e in ” Diario napoletano- da Bassolino a deMagistris” ediz.Pironti, gennaio 2012 ) mi chiedo se non sarebbe meglio che l’America’s Cup fosse stata assegnata a Napoli.

  2. Guido D'Angelo scrive:

    E’ giusto rimpiangere la mancata assegnazione della Coppa America a Napoli. Ma intanto sono passati inutilmente altri tredici anni di abbandono dell’area di Bagnoli-Coroglio. Pertanto, è opportuno che tutti – Comune di Napoli compreso – collaborino con la struttura commissariale per la rapida approvazione di un piano urbanistico economicamente sostenibile di quell’area di straordinaria qualità a livello mondiale. A tal fine è necessaria una volontà di collaborazione senza l’assunzione di posizioni assolutamente rigide in ordine a determinate scelte occorrenti per la definizione del detto piano.
    Guido D’Angelo

 

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