Il punto di vista dell’Acen

A cura della Redazione Nagorà

Tutti sembrano compiacersi del recupero d’immagine che Napoli e il suo territorio hanno mostrato negli ultimi tempi, dall’attività della Soprintendenza di Pompei alle iniziative di Paestum e della Reggia di Caserta, dalle esposizioni dell’Archeologico e del Madre all’evento mediatico di Dolce&Gabbana. E senza dimenticare, naturalmente, l’insediamento a San Giovanni a Teduccio di un polo di ricerca informatica promosso da Apple, cogestito dall’Università Federico II e in buona parte finanziato dalla Regione Campania. Sono segni inequivocabili di come il brand Napoli stia risalenti la china nella quale era caduto e possa diventare appetibile per iniziative di scala nazionale e internazionale.

Anche gli imprenditori dell’Acen, che pure hanno ben presente la necessità di coniugare le risorse immateriali con quelle materiali, salutano con favore un simile trend. Non c’è bisogno di essere specialisti della società dell’immagine per comprendere l’importanza del messaggio che – partendo dalla metropoli vesuviana – l’arte, la moda, l’hi-tech stanno veicolando ben oltre i confini del nostro territorio.

Al tempo stesso, l’Acen intende aprire una discussione -critica, pluralistica, non pregiudiziale- sul significato e le caratteristiche del brand Napoli, sulle sue potenzialità e sui suoi limiti, sull’intreccio dì modernità e stereotipi che esso contiene. E sulla necessità di pensare e programmare, da parte della mano pubblica e non di meno da parte del mercato e dei suoi protagonisti, i modi per implementare l’attrattività di quell’immagine, organizzandola adeguatamente e facendone un fenomeno strutturale, cioè durevole. In questa direzione, del resto, vanno gli interventi nel dibattito cittadino e gli studi analitici che l’Acen ha dedicato negli ultimi anni all’obiettivo del restauro, riqualificazione e manutenzione del manufatto urbano napoletano. Un manufatto che spetta ai suoi gestori e possessori -dallo Stato alla Regione, dal Comune alla Chiesa, dalle società immobiliari e finanziarie ai singoli proprietari e agli imprenditori edili- consolidare e riportare alla sua storica bellezza, ciascuno operando all’interno delle proprie competenze e funzioni.

Al tempo stesso, l’Acen richiama l’attenzione sul tema di un efficientamento e implementazione delle risorse infrastrutturali del territorio, che spesso appaiono problematiche e fatiscenti: dalle fin troppo note carenze del trasporto pubblico urbano all’integrazione non sempre efficace fra centro e periferie, dall’eclatante povertà delle strategiche risorse portuali all’integrazione spesso insufficiente fra trasporto su gomma e trasporto su ferro. Un sistema complessivo, quello delle infrastrutture e della mobilità, che ha bisogno di robusti interventi pubblici e di investimenti privati e che oggi va pensato ad una scala non soltanto cittadina, ma metropolitana e regionale. Il brand Napoli non avrebbe prospettive senza un impegno di medio periodo su questo piano.

C’è insomma molto filo da tessere perché eventi e iniziative pure assai interessanti mettano radici stabili sul territorio e creino un circuito virtuoso tra l’immagine e la realtà di Napoli, ovvero tra la sua fruizione su scala globale e la qualità di un patrimonio urbano impareggiabile, ma certamente bisognoso di grandi e capillari interventi migliorativi.

 

            Francesco Tuccillo

  Presidente Acen

1 agosto 2016

 

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Instagram
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
Ultimi Tweet

Cesare de Seta: O' Cuorno e' un'idea di una volgarità sorprendente e rammarica che si sia scaduti dagli "apparati" di Sanfelice a O'Cuorno.

Contatti
Tel : 081-7172111
Email : nagora@nagora.it
Indirizzo : Piazza dei Martiri, 58 - 80121 Napoli