Lettera Ue all’Italia: ok a più flessibilità, ma sforzi maggiori nel biennio 2017-18.

A cura della nagora

È arrivata ieri sera al Tesoro la nuova lettera della Commissione europea sui conti pubblici italiani i cui contenuti sono stati anticipato ieri dal quotiano Il Messaggero di Roma. La Commissione Ue dà il via libera per l’Italia ad una flessibilità pari a 0,85% per il 2016, ma ricorda che il Paese, come prevedono le regole, dovrebbe fare uno sforzo superiore allo 0,5% nel 2017 e 2018. Nella lettera inviata da Bruxelles a Roma, inoltre, si chiede all’Italia di impegnarsi ad evitare una deviazione significativa da questo obiettivo, da verificare in autunno.
I commissari Dombrovskis e Moscovici raccomandano al collegio dei commissari Ue di concedere all’Italia un totale di 0,85% di flessibilità, una somma «senza precedenti mai ricevuta da nessun altro». In cambio l’Italia si impegna a sanare il ‘gap’ evidenziato da Bruxelles sul 2017, pari a 0,15%-0,2%, circa tre miliardi di euro, così da evitare un’eventuale «deviazione significativa» dagli obiettivi. «Sono fiducioso che una deviazione significativa sarà evitata», ha scritto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ai commissari Dombrovskis e Moscovici nella lettera con cui risponde alla loro missiva. Padoan ribadisce «l’impegno, compreso lo sforzo pianificato, preso dal Governo italiano nel recente programma di stabilità che si rifletterà nella legge di stabilità, per rispettare sostanzialmente le regole di bilancio 2017».
«L’Europa in queste ore ci riconosce un ulteriore elemento di flessibilità. È ancora meno di quello che avrei voluto ma è un fatto importante, un riconoscimento all’intero Paese. Abbiamo ottenuto un accordo significativo, importante. Non è la soluzione di tutti i mali ma afferma un principio: sulla flessibilità l’Europa c’è». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, oggi a Bari, dove si è recato per la firma dei patti per il Sud.
«Noi abbiamo smesso di progettare perché dovevamo tagliare i soldi per il futuro» a causa della «filosofia dell’austerity fine a sè stessa. Per risbloccare l’Italia è necessario ripartire dalla voglia di tornare a progettare, con uno sguardo gettato sul futuro: è una delle grandi occasioni che abbiamo», ha sottolineato poi il premier, precisando che dobbiamo «farlo senza avere la preoccupazione di vivere un indistinto presente in cui ci raccontiamo sempre le stesse cose».

Fonte il Mattino

17 maggio 2016

 

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