Luigi Fusco Girard, Direttore Centro di Ricerca in Urbanistica – Alberto Calza Bini

A cura della Redazione Nagorà

In una Regione come la Campania, caratterizzata dai ben noti problemi di basso reddito/elevata disoccupazione occorre valorizzare in maniera sinergistica ogni risorsa esistente. Una rilevante risorsa è rappresentata dai tanti chilometri di fascia costiera.  E’ indispensabile porsi la domanda: come trasformare la potenzialità di questa linea di costa in reale opportunità di sviluppo? La città metropolitana di Napoli possiede delle caratteristiche specifiche rispetto ad altre città metropolitane, che occorre analizzare con molta attenzione per poter predisporre un idoneo piano strategico.  Dove concentrare le iniziative progettuali, per conseguire maggiori risultati? Nella zona flegrea, ovvero in quella vesuviana/pompeiana ovvero nell’area  centrale della città di Napoli? E poi, quali priorità nel tempo ?

Una condizione generale per migliorare la produttività complessiva del territorio metropolitano è rappresentata dalla capacità di attivare economie da sinergie/simbiosi, migliorando le relazioni tra porto e città, tra economia logistica ed economia turistica,tra città ed aree extraurbane,tra attività produttive e città, tra diverse attività industriali, tra livello locale, metropolitano e regionale di governo….. Per esempio,  il porto, autentico motore  della economia urbana, scarica sulla città una serie di  impatti ambientali negativi, inquinamento,congestione etc. : l’economia del mare/portuale e l’economia urbana invece di alimentarsi reciprocamente tendono a confliggere tra loro e con l’economia della natura….

Lo studio “La Risorsa Mare per il Territorio“, che è stato condotto con Maria Cerreta e Pasquale De Toro, rappresenta un essenziale contributo alla conoscenza aggiornata   del contesto costiero della diverse città che appartengono alla città metropolitana di Napoli. Da esso è possibile trarre una serie di indicazioni, utili anche per dedurre una gerarchizzazione delle diverse opportunità/potenzialità, nonché per identificare la diversa capacità di attrazione delle diverse città localizzate lungo la costa napoletana. Le condizioni stesse per realizzare il modello della “città della simbiosi” (tra porto e città, tra città e territorio extraurbano, tra diverse attività produttive etc) sono fondate su questa conoscenza. Dalla attuazione del suddetto modello conseguono azioni coordinate nell’utilizzo delle risorse disponibili e più in generale una convenienza complessiva sul piano economico, su quello ambientale e su quello sociale/occupazionale, come  dimostrano tante buone pratiche oggi realizzate  nell’Unione  Europea.

31 marzo 2016

 

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