Marino Niola, Ordinario di Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance

A cura della Redazione Nagorà

Per costruire un nuovo brand Napoli è necessario incrementare il soft power della città. E per produrre soft power bisogna investire in soft culture. Che nella società della visione è soprattutto immateriale. In questo senso la kermesse di D&G, lo sbarco di Apple, le mosse azzeccate dei nuovi soprintendenti di Paestum, Capodimonte, di Pompei, dell’Archeologico hanno il merito incalcolabile di  schiodare l’immagine della città  da quel format anomico che la soffoca come una cappa luttuosa.

Oggi per costruire la reputazione di un paese, che è lo zoccolo duro del suo soft power, una buona idea che diventa virale può valere più di una cattedrale. E per avere prestigio e influenza in un mondo iperconnesso come il nostro, bisogna occupare posizioni strategiche nei flussi della comunicazione. Dove gli attori e i fattori positivi si sono moltiplicati in maniera esponenziale. Nel senso che ciascuno può produrre innovazione con una pensata vincente. Con una velocità impossibile per le macchine istituzionali. In realtà, in una città giovane come la nostra, ogni under è una start up potenziale. Bisogna investire su questa energia. In grado di  far zampillare idee in maniera democratica, con una rapidità che rasenta l’istantaneità. Ecco perché l’abbattimento del digital divide che incide il corpo di Napoli, come una faglia tecnologica e antropologica, potrebbe diventare quello che in altri tempi furono le campagne contro l’analfabetismo. Non possiamo accontentarci di campare di rendita sulle royalties del nostro passato. Offriamo una chance alle risorse umane da troppo tempo in panchina e smetteremo di essere donatori di sangue giovane,  esportatori di intelligenze migranti.

1 agosto 2016

3 commenti per questo articolo “Marino Niola, Ordinario di Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance”

  1. Osvaldo Vicente De Mase scrive:

    verba volant, scripta manent… Qui neghiamo l’evidenza. Ripeto, nulla contro il direttore del Mann PAOLO GIULIERINI Che ringraziamo per la chiarezza di UOMO PERBENE . AL UOMO PERBENE Chiediamo UN suo intervento per Chiedere al Sindaco di Napoli una partecipazione a questo dialogo offerto dal UOMO PERBENE , GRAZIE per la disponibilita a parlare del PALAZZO FUGA il NOSTRO sogno di UN LOUVRE NAPOLITANO e la nuova FUNICOLARE DAL PALAZZO FUGA PER LA SALITA DEL MOIARIELLO PER UNIRE TUTTE LE REALTA ‘ Museali Della zona a CAPODIMONTE Isolato dalla NOSTRA Città un nostro progetto portato al Presidente DE LUCA Che aveva promesso 300 milioni di Euro per il Palazzo Fuga e la FUNICOLARE dell’Arte , da tempo abbiamo parlato con il primo cittadino di NAPOLI , oggi riproponiamo la Bella Costa di una FUNICOLARE per la zona di CAPODIMONTE , è Ora di DIALOGARE con tutti gli amministratori della cosa pubblica della Città di Napoli , per ottimizzare gli spazi espositivi di Napoli e creare il collegamento tra le realtà museali della zona di CAPODIMONTE GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA ‘ a parlare con il SINDACO DI NAPOLI : Chiediamo Scusa per I Toni accessi Sulla buona proposta per exportare le opere nei depositi del MANN al piccolo Comune di Comacchio , perche non migliorare I nostro immensi spazi espositivi a Napoli il Palazzo Fuga puo rapresentare la RINASCITA di questo grande popolo , siamo abituati da tanto tempo ai furti del NOSTRO immenso patrimonio culturale , pochi sono stati gli investimenti per I musei di Napoli e Provincia , per questo Che è lecito diffidare, ripetiamo che forse è meglio evitare ogni strumentalizzazine politica , NOI in primis, vogliamo difendere l’uomo PERBENE PAOLO GIULERINI , Hanno speso soldi per la grande Brera, per Palazzo Bellini, Per il Museo del delta antico, per raddoppiare gli spazi del museo Egizio di Torino, per le Ville Palladiane, per aumentare gli spazi agli Uffizi e qui sento parlare di depositi polverosi, devo vedere crollare le ville vesuviane e speculare spendendo 120 milioni di euro a Palazzo Fuga senza fare nulla, sentire dire che solo con le opere esposte all’estero monetizziamo, ed intanto invece di generare turismo e indotto nella nostra terra creando nuovi musei, lo facciano fare ha chi è più scaltro di noi. Ahhhh che bella soddisfazione dire la verità, Chiediamo Scusa al UOMO PERBENE Paolo Giuglierini, BUONA SERATA , mi piacerebbe incontrarlo a qualche incontro da concordare con lei . Dr. Osvaldo Vicente De Mase

  2. ANNA DE ROSA scrive:

    Da tempo ormai cerco di far passare questo concetto tra i tanti sostenitori della superiorità meridionale basata sulle glorie del passato! Bisogna rimboccarsi le maniche e guardare al futuro!

  3. Anna De Rosa scrive:

    Condivido pienamente l’opinione di Marino Niola;spero solo che chi di dovere accolga e realizzi il suo autorevole messaggio.

 

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