Nuove forme d’abitare per la società che cambia

A cura della Redazione Nagora

La diffusione dell’housing sociale nell’area di Napoli incontra, a nostro avviso, una resistenza che fa dipendere dalla conservazione del patrimonio edilizio esistente la sopravvivenza di un tipo di umanità ideale che resisterebbe ai cambiamenti in nome di valori solo in parte ancora condivisibili.
Napoli resterebbe, in maniera controversa e spesso contro ogni evidenza, “nazione nel ventre della nazione” secondo una celebre espressione pasoliniana che risale a 60 anni fa.
Questo malinteso ha una doppia e negativa ricaduta: l’ostilità verso il rinnovo del tessuto urbano visto come stravolgimento dell’assetto sociale e la decadenza progressiva di un patrimonio edilizio di dimensioni incontrollabili che trascina alla rovina indifferentemente ambienti degradati ed irrecuperabili e paesaggi urbani di grande qualità. Uno dei paradossi è che le nuove forme dell’abitare, flessibili, solidali ed adeguate alle mutate esigenze della comunità stentano ad affermarsi proprio dove sarebbero più necessarie ostacolate da una visione statica della città improntata al recupero consolatorio del passato.

In questo clima difficile le poche eccezioni come i progetti di Od’A (Officina d’Architettura- SrL) e quello del team diretto dall’Ing. Claudio Rossi assumono il valore di testimonianze emblematiche.
Il progetto di Officina d’Architettura dovuto a Bruno Discepolo, Alessandra Fasanaro, Giovanni Aurino ed Irene Lettieri riguarda la riconversione dell’ed­ificio 4UMI6 “lavorazioni” all’interno del complesso dell’Ex Manifattura Tabacchi nella periferia orientale di Napoli per CDP Immobiliare.
La preesistenza viene riconfigurata per ospitare social housing ed alloggi temporanei che forniscano una prima risposta a persone e nuclei familiari in condizioni di difficoltà transitoria.
La residenza, che prevede un totale di 115 abitazioni articolate in 5 tipologie, ha le caratteristiche e i servizi di una struttura ricettiva: reception, spazi comuni, wifi. Al piano terra si trovano gli alloggi destinati a persone con abilità limitata, oltre agli spazi di accoglienza e di relazione, gli uffici ed i relativi servizi.

Il secondo caso è quello del progetto di ristrutturazione di un immobile in via Vigliena 35 per la realizzazione di edilizia residenziale sociale e servizi. L’intervento, promosso dalla Vigliena Nuova SrL, rientra nell’ambito del Piano Nazionale di Edilizia abitativa ai sensi dell’art. 8 del DPCM del 16 luglio 2009.
L’impianto è quello classico di un edificio in linea dotato di 6 corpi scala che disimpegnano due alloggi di piccolo taglio per piano con l’eccezione della testata ad est dove i collegamenti verticali danno l’accesso ad un solo alloggio di maggiori dimensioni.
L’edificio prevede inoltre un parcheggio interrato ed attrezzature collettive ad uso pubblico.
Il gruppo di progettazione (Claudio Rossi,Valerio Ciotola, Beatrice Faggiano, Luigi Fiorino, Massimo Blasi, Dario De Santis, Alberto Caputo, Fabrizio Cembalo) è stato coordinato per la parte architettonica dall’Ing. Claudio Rossi e dall’arch. Valerio Ciotola.

Riccardo Rosi
Consigliere inArch

31 maggio 2017

 

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