Progetto Flaminio Roma – Quinto Classificato

A cura della Redazione Nagorà

PROGETTISTI

Labics Paredes Pedrosa Arquitectos Roma / Madrid
Labics Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori
Team Onorato di Manno, Sara Sosio, Andrea Di Renzo
Paredes Pedrosa Arquitectos Ángela García de Paredes, Ignacio G. Pedrosa
Team Roberto Lebrero, Álvaro Rábano Poveda, Clemens Eichner, Miguel Beltárn de Lis Bartolomé, Giorgio Dietmar Skoll

CONSULENTI

landscape design GRUPO ARANEA (Marta García Chico, Francisco Leiva Ivorra) sostenibilità Prof. ELIANA CANGELLI con Maurizio Sibilla
infrastrutture e aspetti economico-finanziari INTERTECNO (Enrico Bonetti)

IL MASTERPLAN
Ilpianosifondasullasintesididuediverseecomplementaristrategieurbane:la

città porosa di origine tardo-modernista e la corte urbana di stampo ottocentesco.

LA CITTÀ POROSA E APERTA
Una città progettata a partire dal suolo, dallo spazio aperto tra gli edifici, e sviluppata su un doppio sistema: quello basamentale di connessione visiva e fisica del tessuto urbano e dello spazio pubblico – destinato agli spazi commerciali di due diverse tipologie (vicinato e media dimensione); e il sistema di corti residenziali che definiscono l’ambito privato.

BOULEVARD

L’asse diagonale di attraversamento principale (da via Guido Reni a viale del Vignola) è la spina pubblica del progetto, immaginata come un viale alberato e pedonale, che costituisce il collegamento dei luoghi pubblici: il Maxxi, la Città della Scienza e i servizi di quartiere.

Due nuove piazze pubbliche collocate lungo la spina in corrispondenza della Città della Scienza e il nuovo servizio di quartiere – definiscono spazi per la collettività.

CITTÀ DELLA SCIENZA

La posizione della Città della Scienza (nord-est) definisce il rapporto di continuità con il Maxxi, il ruolo dello spazio pubblico e di via Guido Reni come asse culturale del quartiere.
Ciò permette inoltre di conservare, durante la prima fase di realizzazione, uno degli edifici esistenti e di organizzarne temporanemente lo spazio come contenitore culturale.

Questa fase transitoria consentirebbe inoltre di non lasciare l’albergo isolato in attesa della realizzazione della Città della Scienza.

LA MEMORIA DEL LUOGO

Le tracce storiche si leggono nel disegno di suolo attraverso l’uso di diverse pavimentazioni, nel disegno dei giardini e delle linee d’acqua, oltre che nella morfologia degli edifici destinati a alle funzioni sanitaria e culturale, i quali mantengono una porzione di facciata esistente e condividono una copertura comune che riprende le falde tipiche delle strutture militari.

 

 

21 gennaio 2016

 

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Instagram
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
Ultimi Tweet

Cesare de Seta: O' Cuorno e' un'idea di una volgarità sorprendente e rammarica che si sia scaduti dagli "apparati" di Sanfelice a O'Cuorno.

Contatti
Tel : 081-7172111
Email : nagora@nagora.it
Indirizzo : Piazza dei Martiri, 58 - 80121 Napoli