Progetto Flaminio Roma

A cura della Redazione Nagorà

Alla fine del 2014 l’Amministrazione Comunale di Roma Capitale insieme con CDP Investimenti Sgr, lanciano il PROGETTO FLAMINIO, un Concorso Internazionale di Progettazione per il Quartiere della Città della Scienza di Roma.

246 proposte progettuali da venti paesi diversi, per la trasformazione dell’area delle 
ex 
Caserme 
di
 via Guido Reni, una zona strategica per la città di circa 5 ettari, posta lungo l’asse tra il Foro Italico e l’Auditorium di Renzo Piano, dove è previsto un grande intervento di ristrutturazione urbanistica e architettonica per la realizzazione della Città della Scienza pari a 27 mila mq su più livelli, di residenze pari a 35 mila mq – di cui 6000 mq di social housing – di 5 mila mq di strutture commerciali, di un albergo per 5 mila mq.

Di tutte le proposte pervenute sono state selezionati sei progetti, che qui presentiamo, ritenuti meritevoli di passare alla seconda fase che si è conclusa nel giugno scorso, con la presentazione pubblica dei risultati. Il Concorso di Roma presenta alcuni elementi innovativi dal punto di vista metodologico che è importante sottolineare. Prima di tutto, non essendo il Concorso attuato ai sensi del Codice degli Appalti, le candidature sono state presentate esclusivamente in base al curriculum e alla proposta progettuale e non in base a requisiti di carattere economico. L’altro aspetto è che il Concorso si è ispirato al meccanismo europeo del MEP (Mandats d’etude paralleles) attraverso il quale la giuria (nota in anticipo, come avviene all’estero) ha interagito con i concorrenti durante la fase di elaborazione del progetto, in un dialogo nel quale, passaggio non trascurabile, sono stati inseriti i contenuti di una lunga fase di ascolto della cittadinanza durante la fase di preparazione del Concorso. Naturalmente i sei progetti selezionati offrono diverse visioni urbane, diversi modi di interpretare la forma della città contemporanea.

Dalla ricerca di una ritrovata porosità urbana del progetto vincitore dello Studio 015 Viganò, alla necessità di strutturare l’intervento con alcuni forti elementi, come le torri residenziali, la grande piazza e il terreno come bassorilievo, del gruppo Baldeweg  Asociados, all’utilizzo di criteri linguistici omogenei nel trattamento delle facciate degli edifici, del gruppo Caruso St. John, al particolare utilizzo del verde, come verde topografico, che sostiene l’articolazione dell’impianto urbano del gruppo KCAP, alla sintesi della città porosa tardo-modernista e la corte urbana ottocentesca proposta da Labics, fino al gruppo IaN+ che propone la coesistenza di due città, la città di sopra e la città di sotto.

CDL

21 gennaio 2016

 

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