Il punto di vista Acen

A cura della Redazione Nagorà

Napoli possiede una grande tradizione in campo sportivo, un palmares di atleti, nelle più svariate discipline, e di vittorie da fare invidia alle più titolate città del mondo.

Allo stesso tempo, Napoli presenta un quadro quanto mai contraddittorio e preoccupante per quanto riguarda l’impiantistica sportiva, con deficit in termini di dotazione, e diffusione sul territorio, di numerose tipologie di attrezzature (in primo luogo di piscine, ma non solo). A questa fotografia, già critica di per sé e piuttosto datata, si aggiunge una condizione attuale, frutto di antichi mali come la mancata manutenzione ma anche di errori o ritardi più recenti, che segnala una situazione drammatica per quanto riguarda lo stato di salute della maggior parte dei suoi più importanti impianti cittadini: dallo stadio S. Paolo al Collana, dal Palargento al Palavesuvio è un infinito elenco di criticità e problemi tutt’altro che semplici e velocemente risolvibili.

Sotto questo profilo verrebbe quasi da domandarsi, in queste condizioni, se non fosse troppo ambizioso candidare la nostra città alla Olimpiadi 2024.

Venendo alle Universiadi 2019, invece, la soluzione dell’assegnazione dei giochi, non solo al capoluogo ma anche ad altre città della Campania, risponde solo in parte all’interrogativo, sia perché nemmeno negli altri centri della regione si possiedono impianti, modelli di ultima generazione nel campo delle attrezzature sportive, ma soprattutto perché è impensabile che l’evento non abbia in Napoli il luogo principale, sede delle manifestazioni d’apertura e chiusura, e di molte discipline. In tal senso, può senz’altro rappresentare un’occasione di riqualificazione dell’esistente e l’opportunità di rafforzare e migliorare l’offerta dell’impiantistica sportiva in città e in regione.

Occorre dunque rimboccarsi le maniche e mettere mano, nel tipico spirito e modo di procedere locale, per conseguire il “miracolo” di essere pronti per l’occorrenza, con gli impianti rimessi a nuovo, il Villaggio riconvertito da sede militare a spazio residenziale, le strutture ricettive e/o le navi in porto pronte ad ospitare i 10 mila atleti attesi assieme alle delegazioni, alla stampa, ai turisti. Tutto questo in poco meno di due anni, dovendosi già gareggiare nel 2018 per i Campionati Nazionali Universitari.

Vale a dire che dovranno, per quella data, essere stati selezionati i luoghi di svolgimento delle gare, avere effettuato la progettazione delle opere a farsi, avere realizzato i lavori, averli anche collaudati. Davvero una sfida impegnativa che dovrà vedere, diversamente da quanto registrato sino ad ora, una forte collaborazione istituzionale ed operativa tra Comune di Napoli e Regione Campania. In secondo luogo, occorrerà che si sviluppino, nelle giuste modalità e con le corrette procedure, le forme più produttive di partenariato pubblico-privato, anche in prospettiva della futura gestione delle attrezzature, oltre l’episodicità della manifestazione. Come sempre, l’ACEN e il mondo delle costruzioni che si riconosce nell’Associazione, sono pronti a fare la loro parte per la migliore riuscita dell’evento e la valorizzazione del nostro territorio.

7 novembre 2016

 

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