Al via la riqualificazione

A cura della Redazione Nagorà

Con la firma dei protocolli di intesa, a Palazzo Chigi, tra il premier Paolo Gentiloni e i sindaci di 24 città capoluogo, sono stati sbloccati 500 milioni di euro per i Piani di rilancio delle periferie degradate delle grandi città.

Il progetto del Comune di Napoli “Restart Scampia” si è classificato 17° ed è stato scelto tra i migliori 24 su un totale di 120 interventi. Grazie all’accordo, alla nostra città sono state assegnate risorse per 27 milioni di euro (circa 18 dal Bando Periferie e 9 finanziati dal Pon Metro) che saranno adoperati per l’abbattimento di tre delle Vele progettate da Franz Di Salvo e per la riqualificazione della quarta, destinata “in una prima fase ad alloggi temporanei per poi essere destinata a funzioni pubbliche”. Il Sindaco De Magistris ha giustamente plaudito all’iniziativa, segnalando che la riqualificata vela B diventerà la sede della Città metropolitana, che la cantierizzazione dei lavori avverrà in primavera mentre la prima vela sarà abbattuta “entro questa estate”.

E’ evidente che l’abbattimento di un “pezzo di città” che è entrato a far parte – a torto o a ragione – dell’architettura, ma anche dell’immaginario e della cinematografia contemporanea, rappresenta un evento di forte portata anche simbolica, che, di fatto, può accelerare il processo di rigenerazione urbana già in corso e che porterà ad un ridisegno del perimetro e delle funzioni della stessa Città e, ancor di più, della neonata Città metropolitana di Napoli.

Il “programma di riqualificazione urbana” approvato dal Comune di Napoli nel lontano 1995 è stato in parte attuato ed il PUA che il Comune è chiamato ora a realizzare prevede la “dotazione di servizi urbani integrati, di attrezzature collettive, di servizi alla persone, di forte presenza istituzionale”.  Tali funzioni e destinazioni d’uso sono sicuramente importanti per la stessa Municipalità, ma diventeranno ancor di più strategiche nell’ambito del nuovo assetto dell’area Nord della Città Metropolitana di Napoli. Questi saranno i luoghi deputati alla socializzazione e alla condivisione delle funzioni e dei servizi – nell’ambito delle “aree omogenee” –  a beneficio non solo della comunità di Scampia ma dell’intero comprensorio che include i Comuni di Melito, Mugnano, Casandrino e Arzano.   Da periferia a centralità metropolitana.

Tale riqualificazione porterebbe ad un doppio risultato: da un lato sancirebbe la ricucitura tra periferia e centro città, dall’altro, ridisegnerebbe quest’area periferica come un nucleo forte all’interno dell’area metropolitana di Napoli.

Naturalmente, per dare impulso al più ampio progetto di rigenerazione urbana risulta necessario mettere a sistema le opere finora realizzate e potenziare il sistema delle infrastrutture, dei servizi e dei trasporti. In quest’ottica andrebbero anche recuperate e rifunzionalizzate le caserme dismesse nell’area di Miano, che rappresentano una cesura con il centro di Napoli, valorizzando così le attività e le positive iniziative già avviate dall’Agenzia del Demanio.

Così si profilerebbe una nuova polarità della Città metropolitana di Napoli, con l’ambizione di riequilibrare funzioni e pesi insediativi a favore di un complessivo innalzamento della qualità della vita.

La sfida da cogliere, una volta ottenuti i finanziamenti, è quella di individuare e indurre localizzazioni solo in parte già definite, in grado di determinare davvero opportunità di sviluppo e di armonizzazione economica e sociale, in una zona della città finora destinata prevalentemente all’abitazione e senza particolari caratteristiche attrattive.

Solo in questo modo è ipotizzabile che si creino condizioni favorevoli per localizzazioni e investimenti privati, per realizzare una mixité funzionale, oltre che sociale, che riesca a rompere schematismi, rigidità o pregiudizi che tanto hanno pesato in passato ed ancora oggi condizionano negativamente l’idea, e il giudizio, sulla qualità di questi luoghi e della comunità insediata.

Guardiamo pertanto con fiducia all’iniziativa, non solo come opportunità di crescita per le nostre imprese, ma anche con la dovuta attenzione a quella porzione di territorio per cui è necessario un riammagliamento con le realtà circostanti e una funzionalizzazione in grado di dare nuove e positive prospettive, sociali oltre che economiche, in un prossimo futuro.

Francesco Tuccillo
Presidente Acen

L’intervento con il titolo “Con Restart Scampia, riqualificazione anche sociale” è apparso sulle colonne del quotidiano Il Mattino giovedì 9 marzo 2017.

15 marzo 2017

 

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