Ue: Debito italiano troppo alto. Per il Mef: Nessun rischio a breve

A cura della nagora

Nonostante nel 2016 il debito/pil italiano dovrebbe leggermente al 132,2% del pil contro 133% nel 2015 e in misura più significativa nel 2017 a 130%, secondo le previsioni «resta molto alto costituendo la più importante fonte di vulnerabilità per l’economia italiana». Lo dice la Commissione europea nel rapporto sulla finanza pubblica nella Ue. «L’alto debito pubblico limita la capacità dell’economia di reagire agli choc economici e la lascia esposta a possibili aumenti dei rendimenti sovrani mentre limita anche lo spazio per la spesa pubblica produttiva a causa del considerevole ‘contò degli interessi pari al 4,3% del pil nel 2015».

«Sulla base dell’analisi della sostenibilità del debito i rischi per l’Italia sono alti nel medio termine a causa dell’elevato debito pubblico al 2026 (anno fino al quale vengono fatte le proiezioni economiche – ndr) e dell’alta sensibilità a possibili choc alla crescita nominale e dei tassi di interesse». Secondo gli economisti di Bruxelles, c’è l’11% di probabilità che nel 2020 il rapporto debito/pil sia più alto di quanto lo fosse nel 2015. La Commissione ritiene «necessaria una forte determinazione nel miglioramento della posizione di bilancio».

Con il rapporto annuale sullo stato della finanza pubblica nella Ue, la Commissione europea indica che in Italia «è necessaria una forte determinazione nel miglioramento della posizione di bilancio per assicurare il rispetto della regola del debito» perchè a bocce ferme, nei prossimi anni il paese ha un «rischio per la sostenibilità molto elevato». Di qui l’indicazione di un saldo primario strutturale attorno al 4% (precisamente al 3,8%) nel periodo 2017-2026 «significativamente più elevato» (1,3%) di quanto previsto per il 2017. Il rapporto pubblicato oggi non è il giudizio definitivo sulla legge di bilancio 2016, atteso per la primavera, ma un’analisi paese per paese e a livello aggregato (Ue ed Eurozona) della situazione della finanza pubblica. L’analisi della Dg Ecfin indica, sostanzialmente, che nel 2017 per rispettare la regola del debito l’Italia dovrebbe riprendere la ‘corsà normale dell’aggiustamento di bilancio dopo due anni di flessibilità.

La replica
Ma fonti del tesoro sottolineano come il rapporto sulla sostenibilità della Commissione Ue «confermi ancora una volta che i conti pubblici italiani non presentano rischi nel breve termine e sono in assoluto i più sostenibili di tutti nel lungo termine». Inoltre, «il pesante debito pubblico rende il paese più esposto in caso di shock esterni», motivo per cui l’Italia è classificata su questo fronte «ad alto rischio. Per questo il governo – si ribadisce – ha programmato nel 2016 il debito in discesa per la prima volta dopo 8 anni».

 

Fonte. Il Mattino.it

26 gennaio 2016

 

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