Una cattedrale nel deserto

A cura della Redazione Nagora

La nuova stazione di Afragola diventerà uno strategico hub ferroviario. Ma lo diventerà, ecco il punto. Per ora accoglierà solo 36 treni al giorno, che sono nulla rispetto ai 400 di Roma-Tiburtina o ai 500 di Napoli-Garibaldi. Per non dire dei collegamenti pubblici che ancora mancano (quelli su ferro) o che ancora si ipotizzano (quelli su gomma). Ma davvero non era possibile fare meglio? Del resto, è indicativa la diversa valutazione fatta da Delrio e De Luca il giorno dell’inaugurazione. “Mi fanno ridere quelli che parlano di una stazione isolata”, ha detto il ministro. “Afragola è un gioiello isolato”, ha commentato il governatore. Eppure, erano lì, uno vicino all’altro, e parlavano della stessa cosa.

1-napoli-afragola

Per il momento, Afragola è dunque solo un simbolo. Punto. È sicuramente il simbolo di uno  Stato che torna a investire al Sud; di una modernità griffata che è sempre meglio di una modernità sciatta; e di un progresso capace di viaggiare, volendo,  ad alta velocità. Ma non solo. Più in generale, sommando tutto ciò che si appena detto, la nuova stazione  è anche molto di più. Rappresenta un’idea di sviluppo alternativa a quella fin qui avvalorata, per intenderci, dalla Napoli di de Magistris. Da una parte, abbiamo il progetto “futurista”; dall’altra quello “dadaista”. Ad Afragola ci sono i treni superveloci, le grandi infrastrutture. A Napoli l’estasi della passeggiata, l’incanto del lungomare. Perché tra i due modelli possa ora nascere una sana competizione è però fondamentale che la sfida non sia impari. E invece, mentre quello “dadaista” comincia a rivelarsi produttivo con i suoi ristoranti pieni e con i suoi turisti entusiasti, quello futurista rischia di partire col piede sbagliato. Così com’è, infatti, la stazione di Afragola è una  cattedrale nel deserto. Salvemini non l’avrebbe definita diversamente. E illudersi del contrario potrebbe pregiudicare la vittoria dei futuristi.

Marco Demarco – giornalista

@mdemarco55

16 giugno 2017

3 commenti per questo articolo “Una cattedrale nel deserto”

  1. Massimo Lo Cicero scrive:

    Caro Marco, non credo che ci sia un deserto intorno alla stazione. Casoria, Afragola e Casalnuovo sono circa 200 mila abitanti: come Salerno. Se guardiamo al residuo del comune di Napoli restano due milioni di abitanti rispetto al milione del comune. Se solo consideriamo il 10% dei 2 milioni ogni giorno possono andare e venire da afragola a roma 200mila abitanti. I napoletani sono nell’area metropolitana e non a Napoli. Dobbiamo governare ed affiancare questi due milioni per rendere utile la regione più grande del sud. Certamente non vi sono deserti! Ci dovranno essere le nuove ondate di crescita: se saremo capaci di farlo.

  2. Francesco Domenico Moccia scrive:

    La stazione AV di Afragola è in una fertile campagna di elevata qualità agricola e dall’elegante paesaggio agrario che solo un pregiudizio urbanocentrico può chiamare “deserto”. Si trova in un nodo di comunicazioni stradali che si protendono nelle direzioni cardinali dell’area metropolitana: verso il casertano, il nolano ed il giuglianese, assicurando l’accesso in circa mezz’ora a più di un milione di abitanti della città estesa, tipica delle metropoli moderne. Sono certo che sarà utilizzata da un numero sempre crescente di viaggiatori e contribuirà a decongestionare il traffico di piazza Garibaldi, dove affluiscono, in auto, gli utenti provenenti dalle periferie settentrionali per accompagnare i loro cari.
    Una politica per la pedonalità è altrettanto avanzata e sostenibile quanto una per l’alta velocità ferroviaria e Afragola darà un contributo ancora migliore quando sarà anche nodo di scambio con la rete ferroviaria regionale e metropolitana. Entrambe ci aiuteranno a superare la schiavitù dell’auto e dei suoi devastanti effetti ambientali.

  3. Luigi trinchillo scrive:

    Mi permetto umilmente di tenere in considerazione i 20 anni impiegati per far arrivare la linea 1 a Piazza Garibaldi e proprio mentre in questi anni si chiuderà l’anello fino a Pscinola integrando metrocampania Nord-Est ( l’ex Alifana) tutta l’area nord di Napoli sarà collegata a Piazza Garibaldi. Perche’ non spendere i 60 milioni di euro della nuova stazione piu altri 200 delle infrastrutture per potenziare il sistema complessivo dei trasporti? Casoria,Giugliano ed altri comuni hanno già una stazione e si arriva a Piazza Garibaldi in 15 minuti. Perché tutti questi soldi per un’utenza di fascia medio alta invece di potenziare l’intera rete favorendo cosi anche i pendolari? Costruire una splendida cattedrale nel deserto quando da anni tutta l’area a Nord di Napoli per arrivare in centro viaggia stipata come sardine in 4 vagoni è un’offesa al buon senso, ad ogni minima logica di programmazione. Spero di sbagliarmi ma è l’ennesima dimostrazione di perseverare nell’errore (????) compiuto (o voluto ) da un ex-governatore. Che senso ha arrivare ad Afragola co la macchina se posso arrivare in treno a Napolii ? Che senso ha costringere un treno Av a fermarsi dopo 5 minuti dalla partenza ?È semplicemente un delirio partorito da arriva in stazione con il Taxi ☺

 

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Inserimenti
Instagram
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
Ultimi Tweet

Fondi UE, serve una visione diversa. Nando Santonastaso e gli economisti Giannola, @massimolocicero Musella e @RRealfonzo da oggi su Nagora

Contatti
Tel : 081-7172111
Email : nagora@nagora.it
Indirizzo : Piazza dei Martiri, 58 - 80121 Napoli