Il via con l’accordo Renzi-De Luca

A cura della Redazione Nagora

Quella che una volta fu la Provincia di Napoli, per un lungo periodo fu anche una delle aree più infrastrutturate dell’intero territorio nazionale. Nella città di Napoli, investitori italiani e stranieri realizzavano, anticipando il tempo del project financing, funicolari, gallerie, reti tramviarie tra le più estese e capillari dell’epoca. La stessa città era collegata ad est, come ad ovest e a nord, con i comuni limitrofi, da tram e linee ferroviarie.

Di questo importante patrimonio, ed eredità, si era fatta carico, negli anni scorsi, la Regione Campania con una programmazione di lungo respiro, una strategia di una nuova mobilità, incentrata sulla valorizzazione e razionalizzazione delle reti su ferro esistenti e sulla costruzione di una moderna metropolitana regionale, di cui le nuove stazioni, in particolare quelle dell’arte, rappresentavano l’espressione più alta, il simbolo di una stagione di rinnovamento e sviluppo.

Poi questo ciclo si è consumato e l’intero settore, dei trasporti e della viabilità, è ritornato ad essere un punto di criticità nel funzionamento dei nostri territori. Finanziamenti a singhiozzo, cantieri sospesi, lavori che non si concludono, un intero sistema, comprese le aziende di trasporto, in difficoltà gestionali, con la politica e le istituzioni che non sono più riuscite a mettere al centro dell’agenda il tema di una mobilità sostenibile per Napoli e la Campania.

L’inversione di tendenza, però, sembra ora scorgersi, a partire dal recente “accordo Renzi – De Luca”, un’intesa transattiva tra Regione Campania, Eav e concessionari mirata alla risoluzione delle pendenze amministrative e finanziarie e al rilancio degli investimenti in infrastrutture resa possibile dallo sblocco di 600 milioni da parte del Governo. Un importante risultato, con effetti benefici sull’economia locale e sulla qualità dei servizi e dei trasporti, che porta a soluzione vicende che si trascinavano da anni, bloccando gli investimenti e l’operatività di significative iniziative infrastrutturali. I segnali per una ripresa del settore ci sono tutti, le condizioni per una possibile ripartenza anche dalla conferma delle risorse per il completamento delle linee 2 e 6 della Metropolitana di Napoli.

In città il nodo decisivo riguarda il salvataggio dell’ANM, la conclusione dei lavori a via Marina e l’apertura delle Stazioni della Metropolitana, a cominciare da quella di Piazza Municipio e piazza San Pasquale a Chiaia.

Superate le emergenze sarà possibile riprendere il filo di un discorso che vada oltre l’esistente, provando ad accelerare il confronto a livello del Piano di Mobilità Urbana Sostenibile, in ottica metropolitana.

Basti pensare che nel Patto pluriennale per la Campania, siglato lo scorso anno tra il Premier Renzi ed il Governatore De Luca, che vale in totale circa 9,5 miliardi di Euro, il 37% è dedicato alle infrastrutture (viarie, ferroviarie, portuali e sanitarie) e di tale parte gli interventi interessanti il territorio metropolitano di Napoli ammontano a circa 2,6 miliardi di Euro. Se e quando tali ingenti risorse si concretizzeranno in cantieri ed opere vi sarà un importante accrescimento competitivo del nostro territorio.

Francesco Tuccillo, presidente Acen

13 aprile 2017

 

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Inserimenti
Instagram
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
  • Instagram Image
Ultimi Tweet

Fondi UE, serve una visione diversa. Nando Santonastaso e gli economisti Giannola, @massimolocicero Musella e @RRealfonzo da oggi su Nagora

Contatti
Tel : 081-7172111
Email : nagora@nagora.it
Indirizzo : Piazza dei Martiri, 58 - 80121 Napoli